Abbiamo seguito due TEDx italiani dedicati allo stesso tema: restare umani nell’era dell’intelligenza artificiale. Ecco cosa ci ha colpito di più, e perché.
CTRL+ALT+ME – Bassano del Grappa (VI), 6 giugno
Sul palco del Teatro Tito Gobbi si sono alternati dieci speaker tra tecnologia, diritto, medicina e impresa. Chiara Arlati, esperta di interazione tra persone e tecnologia con un passato in Apple, ha portato il concetto di intelligenza congiunta: la capacità di persone e macchine di collaborare senza che la componente umana si perda per strada. Ci ha lasciato una domanda diretta, quasi scomoda: i robot continuano a esplorare anche dopo aver raggiunto un obiettivo. Noi lo facciamo ancora?
Ruggero Carli, professore di Automatica all’Università di Padova, ha affrontato la creatività da una prospettiva tecnica, con un punto centrale che fa riflettere: le macchine sono già creative in certi ambiti. Il rischio vero, dice, è che siamo noi a smettere di allenare la nostra.
Jacopo Berti, CEO di Rozes, ha raccontato il suo lavoro su un algoritmo che individua segnali di criminalità organizzata nei bilanci aziendali. Ha chiuso con una distinzione netta, quasi tagliente: l’intelligenza artificiale funziona. Le persone, invece, esistono. Una differenza piccola solo in apparenza.
THE AGE OF AI – Palermo, 20 giugno
A Palermo il taglio è stato più istituzionale, pur restando sullo stesso tema di fondo. Mariagrazia Squicciarini, a capo dell’Ufficio Esecutivo del Settore Scienze Sociali e Umane dell’UNESCO, si occupa proprio di etica dell’intelligenza artificiale a livello internazionale. Valentina Rossi, Digital Innovation Associate in PwC, ha portato invece il punto di vista di chi deve costruire ogni giorno una cultura dell’IA più consapevole dentro le grandi organizzazioni, non un tema astratto da consulenza ma una priorità concreta.
Lorenzo Ait, co-fondatore di Allcore, ha usato una chiave narrativa insolita: è partito da una piccola stanza di Lisbona nel 1941 per spiegare perché, oggi, orchestrare le risorse conta più che possederle.
Cosa ci portiamo a casa
I due TEDx, diversi per tono e per location, arrivano a una conclusione simile, e non ci sembra un caso. L’intelligenza artificiale non sostituisce il giudizio, la responsabilità e la capacità critica delle persone. Le amplifica, quando viene usata con metodo. Le sostituisce solo dove il valore reale stava nell’eseguire compiti ripetitivi, non altrove.
È lo stesso principio su cui lavora la Metodologia MultiOlistica©: unisce l’aggiornamento delle competenze tecniche alla componente critica e creativa che nessuno strumento può replicare.
Conclusione
Da Bassano del Grappa a Palermo, il messaggio è chiaro: restare umani nell’era dell’intelligenza artificiale è una questione di metodo, non di tecnologia. MultiOlistica progetta ed eroga percorsi di formazione creativa che mettono al centro le persone. Scopri il catalogo completo dei format o contattaci per progettare il percorso più adatto al tuo team.