La storia del Post-it: come un errore di laboratorio è diventato uno degli oggetti più venduti al mondo

La storia del Post-it: come un errore di laboratorio è diventato uno degli oggetti più venduti al mondo

Nel 1968 Spencer Silver, chimico nei Central Research Labs della 3M, ricevette un compito preciso: sviluppare un adesivo abbastanza resistente da tenere insieme i componenti strutturali di un aereo. Un obiettivo ambizioso, per un prodotto destinato all’industria aerospaziale.

I risultati furono tutt’altro che quelli attesi. Invece di una colla potentissima, Silver ottenne un adesivo debolissimo, tanto debole da risultare, come ammise lui stesso, meno efficace di quella usata dai bambini a scuola. Si attaccava alle superfici, ma si staccava con una facilità disarmante, senza lasciare alcuna traccia.

Brevettare un fallimento: la decisione che ha cambiato tutto

Qui si aprì il momento cruciale della storia. Silver avrebbe potuto archiviare l’esperimento tra i progetti falliti e passare ad altro. Invece fece una scelta diversa: riconobbe che quella colla aveva una proprietà insolita e del tutto unica si attaccava, si staccava e si riattaccava senza danneggiare le superfici e senza perdere aderenza nel tempo. Non sapeva ancora a cosa sarebbe servita, ma sapeva che valeva la pena tenerla.

Silver brevettò l’adesivo nel 1972 e iniziò a proporlo attivamente ai colleghi della 3M, guadagnandosi il soprannome interno di “Mr. Persistent“. Per anni nessuno trovò una risposta. L’obiettivo originale, la super colla per aerei, era definitivamente perso. Ma Silver decise di scommettere su qualcosa di diverso: trovare la domanda giusta per una colla che il mondo non sapeva ancora di volere.

Arthur Fry e gli spartiti in chiesa: la domanda giusta arriva sei anni dopo

Nel 1974 Arthur Fry, collega di Silver e corista nella chiesa presbiteriana di North St. Paul, in Minnesota, assiste a una presentazione interna in cui Silver illustra le proprietà della sua colla. Fry ha un problema pratico e quotidiano: i foglietti che usa per segnare le pagine degli spartiti cadono continuamente durante le funzioni.

Lì, in quel momento, Fry formula la domanda giusta. Se applicata su piccoli pezzi di carta, quella colla debolissima potrebbe creare segnalibri che si attaccano alle pagine senza rovinarle e si staccano con la stessa facilità. Ci prova. Funziona.

Fry porta l’idea ai dirigenti della 3M, che si mostrano scettici. Convinti che nessuno avrebbe mai pagato per un foglietto adesivo, frenano il progetto. Fry non si arrende: lavora al prodotto nel tempo libero, installa un macchinario nel suo appartamento e inizia a distribuire i prototipi in ufficio. I colleghi li usano subito in modo inaspettato: non come segnalibri, ma per scriversi messaggi e attaccare appunti sui documenti. Il potenziale del prodotto si rivela molto più grande di quanto immaginato.

1980: il Post-it conquista il mondo 

Nel 1977 la 3M testa il prodotto in quattro città americane con il nome “Press ‘n Peel“. I risultati sono contrastanti. L’azienda cambia strategia e distribuisce campioni gratuiti direttamente ai consumatori: il 90% di chi li prova dichiara che li acquisterebbe. Il 6 aprile 1980 i Post-it vengono lanciati ufficialmente in tutti gli Stati Uniti. Il successo è immediato.

Anche il colore giallo iconico è figlio del caso: durante la produzione dei primi prototipi, nel laboratorio accanto erano disponibili solo fogli di carta gialla di scarto. Quella scelta dettata dalla necessità si trasformò nell’elemento visivo più riconoscibile del prodotto e non fu mai abbandonata.

Oggi il Post-it è venduto in oltre 150 paesi con oltre 1.000 varianti disponibili. Una colla nata per tenere insieme un aereo, ha trovato la sua ragione di esistere in qualcosa di completamente diverso: tenere insieme i nostri appunti, i nostri promemoria e le nostre idee.

Non buttare via gli errori: la lezione di creatività che il Post-it ci ha lasciato

Il Post-it non è nato da un colpo di genio. È nato dalla decisione di non buttare via un errore. Silver fallisce l’obiettivo originale ma riconosce il valore di ciò che ha prodotto, lo brevetta e lo propone finché qualcuno non trova la domanda giusta. Fry non inventa nulla di nuovo: connette un problema reale a una soluzione che esisteva già, inutilizzata, da sei anni.

Le opportunità non sempre si presentano come tali. A volte hanno l’aspetto di un fallimento che non si ha il coraggio di tenere. Leggi la storia completa del Post-it.

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